Pandemonio. Tutti i colori delle emozioni.

Cosa ci ha motivato:

Se la pandemia sia un evento che ci siamo lasciati alle spalle non possiamo saperlo con certezza. Ciò che sappiamo invece, è che i bambini hanno vissuto un evento senza precedenti. Sappiamo anche che gli effetti sulla psiche e sul benessere dei minori non sono ancora emersi e che è importante elaborare l’accaduto.

La terapia artistica espressiva contemporanea, come l’arte terapia, è uno strumento atto a raggiungere la stabilità psicologica e fisiologica, inclusa l’auto e co-regolazione, l’auto-esplorazione, la comprensione e, in definitiva, il ripristino del Sé e della comunità.

Arteterapia, la creatività che cura!

L’arteterapia è una forma di intervento, nel quale si fa uso di differenti mediatori artistici al fine di favorire l’empowerment della persona o del gruppo, la piena utilizzazione delle proprie risorse e il miglioramento della qualità della vita. L’arteterapia cura attraverso il lavoro artistico: il soggetto, attua un riconoscimento di sé e della propria presenza in grado di lasciare una traccia.

L’arteterapia, vissuta come un’attività ludica e divertente, accompagna l’individuo in uno dei viaggi più affascinanti dell’uomo: la scoperta di se stessi. La capacità creativa è uno strumento di sopravvivenza utile a superare la sofferenza psicologica e sociale causata dalla pandemia Covid-19.

Cosa lo rende speciale?

“PANDEMONIO – Tutti i colori delle emozioni” è un progetto speciale perché:

1. Implementa azioni riparative e preventive rispetto all’impatto della pandemia da Covid-19 sui bambini favorendo lo sviluppo della personalità e l’autostima attraverso l’espressione artistica.

Offre attraverso l’arteterapia uno spazio creativo e di ascolto volto a favorire il benessere psicofisico dei minori sul piano affettivo e relazionale.

3. Supporta la ricostruzione di un senso di equilibrio e lascia ai bambini un po’ di tempo per prendersi cura di sé durante un’esperienza senza precedenti di isolamento sociale, tensione prolungata e dolore.

4. Crea uno spazio di condivisione e confronto con altri bambini attraverso il canale grafico pittorico, non verbale.

5. È un’attività ludica e divertente che accompagna i bambini in uno dei viaggi più affascinanti: la scoperta di se stessi. L’arte dà gioia e con la gioia cadono le difese, sparisce la paura, la creatività coincide con l’essere vivi.

In più… la condivisione di un problema agevola e aiuta a trovare la strada per la soluzione.

Grazie a Ginger attiveremo presto una campagna di crowdfounding.

FAI ANCHE TU LA TUA PARTE. Con una donazione AIUTI noi e gli ALTRI.

I fondi raccolti serviranno per coprire i costi necessari per la realizzazione dei laboratori e l’acquisto di tutti i materiali utili alle attività creative. L’abbiamo già sperimentato, l’arteterapia contribuisce al miglioramento del benessere mentale e fisico.

Dacci la possibilità di vedere il sorriso sul volto di tutti i bambini e le bambine che creano con noi. Sostieni la nostra raccolta fondi, saremo felici di dimostrare la nostra gratitudine donandoti una ricompensa a tua scelta.

SOLO CON IL TUO CONTRIBUTO raggiungeremo l’obiettivo per realizzare il progetto.

Cosa faremo.

Pandemonio è una parola coniata da Milton nel poema «Paradiso perduto» per indicare l’immaginaria capitale dell’inferno dove i demoni tengono concilio. Per ogni bambino l’incontro con le proprie emozioni, specie quelle che di norma consideriamo scomode e negative può diventare un vero inferno se non ha gli strumenti per affrontarle.

Durante la pandemia la situazione è peggiorata perché i bambini hanno attraversato territori sconosciuti e spaventosi. Hanno vissuto mesi di grande paura, isolati, arrabbiati, stanchi nei quali anche gli adulti hanno spesso perso la bussola.

Il progetto Pandemonio è nato dal bisogno di creare uno spazio inclusivo di ascolto e trasformazione per ragazzi dai 6 ai 10 anni. Mettendo insieme diverse fonti (psicanalitiche, mitologiche, artistiche) l’Associazione Fattore-D ha costruito un originale percorso di arteterapia che affronta con nuovi strumenti il vasto territorio del sentire.

Per questo abbiamo bisogno del tuo aiuto. Per rendere questo spazio davvero accessibile a tutti i bambini, anche per coloro che versano in condizioni di fragilità e isolamento e che non possono permettersi di accedere privatamente a servizi di sostegno emotivo.

Pan” è l’incipit comune alle parole pandemonio e pandemia e rimanda al mito del dio Pan e alla sua energia “panica”. Pan è il custode della creatività, una divinità ambigua che ha lasciato un’impronta importante in ognuno di noi. Il nome di Pan deriva dal greco antico Πάν, “tutto”. Era un dio dei pascoli, della vegetazione, della forza vitale della natura, della fertilità ma anche dell’istinto primitivo e della paura. Dietro il panico infatti ci sarebbe proprio questa divinità, figura archetipica dell’inconscio collettivo. James Hillman, il noto psicologo, allievo di Carl G. Jung e fondatore della psicologia archetipica, intuì quanto questa figura fosse ancora presente nell’inconscio collettivo e scrisse in proposito il libro «Saggio su Pan». E oggi? Forse Pan è scomparso, come molti altri spiriti della natura, ma nulla ci vieta di credere che il suo furore panico sia vivo nella pulsione creativa che infuoca l’animo umano.

Il percorso mette assieme le competenze pittoriche legate ai colori e la capacità di vivere e raccontare attraverso gli stessi l’esperienza emotiva. Quando le sensazioni corporee sono troppo violente e gli stimoli mentali eccessivi le emozioni iniziano ad accavallarsi, si mescolano, si intrecciano, si complicano creando un gran groviglio, un pasticcio, un vero e proprio pandemonio che lascia storditi e confusi. Oppure si resta congelati e non si sente nulla e scompare la capacità descrittiva degli stati emotivi esperiti, rendendo sterile e incolore lo stile comunicativo (alessitimia). Non si ha più la sensazione di un proprio centro di equilibrio attorno al quale ruota la realtà, ma anzi tutto gira vorticosamente e a gran velocità e diventa difficile orientarsi anche nelle piccole scelte quotidiane.

Occorre quindi provare a mettere ordine, mettere ogni emozione al proprio posto per intraprendere un viaggio di crescita e conoscenza di se stessi. Quando le emozioni sono in ordine la nostra capacità di comunicare è alta e siamo in relazione con il nostro mondo interno così come con quello esterno.

Attraverso il progetto Pandemonio l’arteterapeuta accompagna, nella sua funzione fondamentale di guida, il bambino a descrivere e riconoscere le emozioni attraverso l’uso dei colori. Un prestito psichico che fa sentire ogni partecipante accettato e riconosciuto nei suoi sentimenti e che pone le basi per l’alfabetizzazione emotiva, ovvero la capacità di gestire le emozioni e di provare empatia verso l’altro.

Il punto fondamentale è nominare, con l’aiuto del colore, gli stati emotivi, così da iniziare ad accogliere, accettare e uscire dalla confusione e cominciare a sentirsi meglio.

La gioia è gialla, la tristezza azzurra, la rabbia rossa, la calma verde, la paura nera e l’amore è oro. Questa è una prima mappa per cominciare a navigare tra gli stati emotivi. Usiamo i colori perché non è facile parlare di emozioni e allora fare riferimento ad un colore crea un linguaggio condiviso a cui tutto il Gruppo può ricorrere per comunicare in modo chiaro, evitando fraintendimenti e confusione.

“Di che colore ti senti in questo momento?” è un modo rapido ed efficace di identificare uno stato emotivo e crea un terreno comune per poi costruire insieme qualcosa: “Che cosa puoi fare quando ti senti rosso?”, “Che cosa ti fa stare meglio quando ti senti azzurro?”.

Il progetto si svilupperà in 2 fasi attraverso 10 incontri di gruppo, della durata di 2 ore ciascuno.

Fase 1: In una prima fase i bambini lavoreranno sulla mescolanza, sul caos, sul pandemonio, in maniera spontanea. I partecipanti verranno guidati in questo lavoro attraverso l’uso di tecniche come il dripping, il pouring, lo splattering, lo scraping e il pulling. Ogni tecnica verrà liberamente reinventata a favore del processo personale di ciascun bambino. Queste tecniche, come ci dimostrano i maestri dell’arte contemporanea, sono molto liberatorie e restituiscono subito un senso di competenza anche per coloro che non hanno dimestichezza con le pratiche artistiche.

Fase 2: In una seconda fase del percorso si iniziano a riconoscere e dividere i colori. Ogni incontro è dedicato ad un’emozione specifica attraverso lavori monocromi. Qui i partecipanti possono spaziare attraverso l’uso di tutti i materiali e le tecniche disponibili. Materiali di recupero e non, vengono riassemblati per dare nuovo significato alla propria mappa emozionale e cromatica.

E non finisce qui… se raggiungiamo il primo obiettivo vogliamo…

Dopo che il percorso del Gruppo si conclude, partiremo con la realizzazione di una mostra interattiva Magazzini del Sale di Cervia. La mostra guida gli spettatori attraverso un percorso narrativo per svelare aspetti dell’esperienza dei bambini e poter condividere quanto vissuto, incoraggiando anche altre persone ad elaborare il proprio vissuto attraverso la creatività.

A tale scopo vengono organizzati laboratori per piccoli gruppi che, attraverso le tecniche utilizzate durante il percorso, possono fare esperienza diretta del processo di trasformazione delle emozioni e dei sentimenti in prodotto artistico. Questo processo genera un beneficio immediato e rafforza la coesione sociale e la capacità di ascolto.

Grazie alle vostre donazioni verranno messe all’asta le opere esposte e parte del ricavato verrà devoluto alla Scuola elementare le cui classi partecipano al progetto.

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