“My Body Works”.
Amare, accogliere, proteggere il corpo delle donne.

Ognuno di noi ha un corpo: da amare, accogliere, proteggere. E lui ha molto da raccontarci…

Sempre più spesso assistiamo sui social al fenomeno del body shaming (da body: corpo e shame: vergogna): il giudizio che viene dato sulle forme del corpo, criticandole attraverso commenti negativi e offensivi. Nel body shaming gli insulti, i giudizi e gli attacchi colpiscono l’aspetto fisico aumentando così il senso di vergogna e le insicurezze delle vittime.

Purtroppo il mondo della comunicazione di massa ha creato dei canoni di bellezza rigidi e inarrivabili, dovuti anche all’utilizzo di foto ritoccate e filtrate, allo scopo di nasconderne i difetti, negando così le diversità di ognuno e la bellezza dell’imperfezione. Il fenomeno è talmente diffuso che molti smartphone applicano il filtro di bellezza in modo automatico abituandoci così a distorcere l’immagine corporea di ognuno di noi. Ne consegue che ogni caratteristica fisica (corpo, parti intime, naso, bocca…) può essere ridicolizzata, offesa se non considerata rigidamente corrispondente a canoni di bellezza predefiniti. Il fenomeno ovviamente può colpire tutte le persone, di qualsiasi genere, età o etnia, ma i dati ci riportano che l’incidenza è maggiore sulle donne. Ovviamente i meccanismi di offesa del corpo erano presenti anche prima dell’avvento dei social media, ma la cassa di risonanza creata dalla tecnologia fa sì che l’impatto sull’autostima e la personalità delle persone diventi potentissima.

Infatti, i principali effetti del body shaming sulle vittime riguardano in particolare il concetto di autostima, portando a una riduzione delle sicurezze personali ed a un aumento dello stato d’ansia. Questo, nei casi estremi, può sfociare in una vera ossessione per l’aspetto fisico e in un disagio concreto nei confronti del proprio corpo.
Spesso chi giudica non si rende neanche conto del danno che riesce a provocare nell’altro, ritenendo i propri commenti un semplice suggerimento; in altri casi invece le offese sono create e mirate allo scopo preciso di far star male le persone. In entrambi i casi, alla base, c’è comunque la mancanza di empatia, che non permette di far comprendere il senso di colpa e il malessere generato da parole che feriscono.

Questo breve progetto mira a far riflettere e a rafforzare la consapevolezza di quei soggetti che possono essere protagonisti attivi e passivi di body shaming attraverso l’espressività corporea, cercando di rivalorizzare il corpo e di rafforzare l’empatia verso se stessi e l’altro. In particolare ci rivolgiamo alle donne dalle scuole secondarie in poi, che abbiano voglia di esplorare il loro sentire su questo tema attraverso lo strumento dell’arteterapia.

In particolare vogliamo:

  • Rafforzare l’intelligenza emotiva per riuscire a comprendere che cosa possa generare il fenomeno del body shaming da un punto di vista psicologico e aumentare di conseguenza il rispetto nei confronti degli altri.
  • Riappropriarsi di una consapevolezza corporeamaggiore e incrementare l’accettazione delle proprie e altrui caratteristiche.
  • Ridimensionare il valore e l’impatto del body shaming sulla propria vita, sulla propria autostima e personalità.

Come l’arteterapia può aiutare con l’immagine del corpo:

Come individui, pensiamo usando le immagini. Questo è particolarmente rilevante per il modo in cui vediamo il nostro sé fisico e gli altri intorno a noi. La nostra percezione del nostro aspetto è un riflesso di come percepiamo che gli altri ci vedono e di come ci confrontiamo con gli altri nella società. Ciò è particolarmente rilevante nella pubblicità e nei social media poiché gli utenti dei social media curano selettivamente la loro immagine per i loro spettatori.

L’arteterapia è particolarmente utile nell’esplorazione del disagio emotivo in quanto facilita un processo in cui il cliente può connettersi direttamente con i propri sentimenti e pensieri più intimi senza doverli filtrare attraverso la comunicazione verbale. C’è una quantità significativa di vergogna collegata ai problemi di immagine corporea poiché le persone spesso si sentono disgustate e imbarazzate dai loro difetti fisici percepiti e allo stesso tempo si sentono sciocche o superficiali ad ammettere questo disagio.

Gli obiettivi primari di questo percorso includono:

  • Consapevolezza
  • Accettazione
  • Non giudizio
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